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associazione podistica

Dream it, Believe it, Run it..E’ quello che ho letto sulla maglietta di una ragazza poco prima dello sparo di partenza: sognala, credila, corrila.. tradotto dall’inglese in un italiano non troppo preciso ma sicuramente efficace per far capire ciò che l’11 novembre abbiamo provato nel correre La Maratona. Si, dico bene, perché quella è la maratona classica, la più classica, che parte proprio dalla città di Maratona per concludersi ad Atene, ripercorrendo la strada che 2500 anni fa fu corsa da Filippide, il messaggero che portava ad Atene, la notizia della vittoria sui Persiani. E noi l’abbiamo ripercorsa, con altre 9.000 persone, uomini e donne, venuti da ogni parte del mondo per vivere insieme l’emozione più bella che un podista possa provare. E la fiamma olimpica, accesa per noi, ha reso ancora più suggestiva la partenza avvenuta con fuochi di artificio e palloncini lasciati volare via in un arcobaleno di colori che difficilmente dimenticheremo.. Allo Stadio Panathenaikon è arrivato per primo il nostro Presidente Massimo, che ha pianificato la sua gara in funzione del duro percorso, riuscendo a concludere con il tempo prefissato. Più volte incitato per nome e per nazionalità non ha saputo nascondere l’emozione nell’entrare allo stadio ed essere accolto con applausi ed ovazione. Grande, anzi grandissimo Giuseppe, che all’esordio assoluto in maratona ha concluso la gara in maniera pregevole; il nostro Colonnello ci ha stupiti: dopo vari dolori che lo hanno portato ad un leggero rallentamento tra il 20° e il 24° kilometro, ha ritrovato grinta e motivazione..e mentre negli ultimi kilometri superavamo gli altri atleti io e Luigi ci rendevamo conto di quale onore ci avesse riservato nello sceglierci come accompagnatori in questa dura e lunga prova. Nel tagliare il traguardo con le braccia alzate, reggendo il tricolore , mentre lo stadio si alzava in piedi tifando Italia, Italia tra gli applausi, ci siamo abbandonati alle lacrime di un’emozione lunga 42 km e 195 metri. E come diceva un’artista qualche tempo fa: a volte basta un attimo per dimenticare una vita… ma può non bastare una vita per dimenticare quell’attimo..
Francesca Aimola

 

 

 

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