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Non so se io sono la persona più adatta a scrivere questo articolo.. troppo coinvolta sia perché il protagonista è Luigi (per la serie…portati la moglie per testimone!), sia perché l’emozione vissuta lascerebbe poco spazio all’imparzialità. Comunque, con Giuseppe abbiamo deciso che a raccontare questa bellissima storia sia io e cercherò di farlo nel modo migliore possibile cercando di trasmettervi quanto abbiamo sofferto e gioito insieme a lui.
Dopo una notte insonne e sotto un diluvio universale arrivano le tanto attese ore 15,00. Luigi è sulla linea di partenza, con l’amico Antonino. Io e Giuseppe siamo già al 11^ km, pronti ad incoraggiare il nostro atleta al passaggio; in effetti fin dall’inizio, la gara si presenta durissima con un percorso in salita (e che salita!) dove il dispendio di energia è già tanto elevato e tale da poter compromettere l’intera prestazione. Ma dopo 1h e 23 minuti, Luigi arriva, scherza con noi, e riparte immediatamente per la sua lunga avventura. Al 27^ km, arriva addirittura affamato, mi chiede uno dei piccoli panini che avevo preparato e con un gran bel sorriso, ci saluta e corre di nuovo via.. io e Giuseppe ci capiamo al volo: Luigi c’è! Ha ancora tanta energia dentro, è mosso dalla voglia di fare, di arrivare.. bene, siamo abbastanza tranquilli.
Il momento più duro, dal punto di vista fisico, per ogni atleta, sono i 3-4 km che portano al “passo della Colla” a 913 mt. Slm. Pendenze elevatissime, buio pesto, tanta nebbia e temperature polari (4 gradi): al 48^ km Luigi ha bisogno di cambiarsi, fa freddo, perde qualche minuto, ma poi, con la sua luce pulsata in testa (obbligatoria ndr!) torna a cimentarsi con il suo obiettivo. Ora è discesa.. ma attenzione: lo sforzo fisico fino ad allora sostenuto, rende la discesa una nemica dura quanto la salita.
Al 58^ km sono le 23,15 circa.. benissimo, ora manca solo… la maratona! Il freddo è tanto, e la gente comincia a ritirarsi, si vedono autobus pieni zeppi di atleti che non sono più in grado di andare avanti. Luigi arriva, ci chiede qualche gel, un po’ d’acqua e ancora una volta torna a correre; il suo sguardo è pieno di ambizione e determinazione.
Al 70^ le gambe cominciano a indurirsi.. Giuseppe si improvvisa massaggiatore (scoprendo però che se vuole può cambiare tranquillamente mestiere dato che i suoi massaggi sciolgono i muscoli di Luigi).. e anche questa distanza è andata!
Intorno al 85^ la cosa si fa davvero dura: i bei gruppi di 10-12 atleti sono ora diradati.. tra l’uno e l’altro ci sono metri e metri di distanza: la solitudine può creare parecchi problemi e affrontare i 15 km che restano può essere davvero difficile. Luigi è con un compagno di avventura, conosciuto pochi km prima. Piove ancora, sono tutti bagnati.. per la prima volta lo vediamo un attimo titubante.. ma sappiamo che non mollerà..
Gli ultimi km dal 95^ sono terribili: mi dice: “non ho mai provato un dolore simile”.. ma i suoi occhi parlano per lui e dicono..”io ce la farò”.. e io lo so che ce la farà..Nel frattempo gli diamo la notizia che Antonino è giunto alla fine e lui gioisce per il suo amico … così, trovando la forza di correre gli ultimi metri addirittura a 5’ al km taglia il traguardo della 100 KM DEL PASSATORE, tra gli applausi di coloro che sono li e che ti fanno sentire un vincitore qualunque sia il tuo passo, qualunque sia il tuo tempo.. Si.. perché a Faenza …SE TU ARRIVI, TU HAI VINTO! Complimenti Luigi!
Ed ora che lo vedo muoversi come un robot, quasi incapace di 'intendere e di volere' penso a quanto questa cosa sia stata desiderata e ambita.. E penso: le persone fanno grandi sogni, ma in pochi si alzano e li realizzano..
Francesca Aimola

Mi unisco alle parole di Francesca semplicemente per dire che qualcosa di “estremo” nella mia vita l’ho visto e l’ho fatto, ma l’avventura e l’impresa compiuta dal nostro amico “Gallowey” e dal suo compagno di viaggio Antonino saranno per sempre un’esperienza intensa ed indimenticabile che ha lasciato un segno profondo e indelebile nel mio cuore. Un’avventura dove, ancora una volta con lo sport, il sacrificio estremo e la tenacia, ha trionfato l’Amore (Francesca) e l’Amicizia (Giuseppe), come un qualcosa di magico e indescrivibile che si vive solo nei sogni e ti fa sentire speciale. Le condizioni meteo (Freddo, acqua ghiacciata, neve, nebbia e il buio totale della notte) avevano veramente oscurato tutto, ma l’Amore di Francesca per Luigi e la mia Amicizia non si sono mai spenti e per una notte intera i nostri cuori hanno pulsato all’unisono con quelli dei nostri eroi.
Giuseppe Davino

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